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Business 7 min lettura

Checklist: 14 cose da fare prima di rifare il sito (per non buttare via budget)

Il momento più rischioso nella vita di un sito è il restyling. Vediamo aziende perdere il 40% di traffico organico dopo aver rifatto il sito 'più bello'. Questa checklist evita il disastro.

Prima di tutto: hai davvero bisogno di rifarlo?

Il 30% dei restyling che riceviamo non servono. Il sito attuale funziona, posiziona, converte. Il cliente è solo stanco di vederlo. Prima di spendere 8.000 €, rispondi sinceramente:

  1. Il sito attuale ti porta clienti? Quanti?
  2. Hai dati concreti che dicono che converte male, o è solo una sensazione?
  3. Il problema è il sito, o è che non hai mai investito in SEO/contenuti?
  4. Un restyling parziale (sola home, sola UX checkout) risolverebbe il 70% del problema a 1/3 del costo?

Se rispondendo onestamente capisci che basterebbe un restyling parziale, fallo. Risparmierai migliaia di euro e mesi di lavoro.

La checklist in 14 punti

1. Esporta tutti i dati Google Search Console degli ultimi 16 mesi

Query, click, impression, posizione media per ogni URL. Senza questo, dopo il lancio non saprai se hai migliorato o peggiorato.

2. Esporta dati Google Analytics: pagine top, sorgenti, conversioni

Identifica le 20 pagine che generano l'80% del traffico e delle conversioni. Quelle vanno mantenute, migliorate, non eliminate.

3. Mappa di TUTTI gli URL attuali

Crawla il sito con Screaming Frog o Sitebulb. Esporta lista completa. Servirà per la mappatura redirect 301.

4. Lista delle keyword posizionate

Da Search Console, Semrush o Ahrefs. Le pagine che si posizionano per query strategiche vanno preservate o migrate con cura chirurgica.

5. Backlink profile completo

Quali pagine hanno backlink di valore? Quelle URL non vanno mai eliminate — al massimo redirect 301 verso pagina equivalente.

6. Lista integrazioni attive

CRM, email marketing, gestionali, pixel di tracking, chatbot, calendari, payment gateway. Ognuno va riconnesso o sostituito nel nuovo sito.

7. Audit contenuti: cosa cancellare, cosa migrare, cosa riscrivere

Regola pratica: contenuti con 0 traffico negli ultimi 12 mesi e 0 backlink → cancella. Con traffico → migra e migliora. Con backlink ma senza traffico → migra mantenendo URL.

8. Definizione KPI prima/dopo

Traffico organico, lead generati, tasso di conversione, tempo medio sulla pagina, bounce rate. Senza baseline non saprai se il restyling ha funzionato.

9. Brief obiettivi business chiaro

Cosa deve cambiare? Più lead? Lead più qualificati? Posizionamento premium? Più vendite di un servizio specifico? Senza un obiettivo, il design diventa decorazione.

10. Verifica proprietà di dominio, hosting, contenuti, account

Hai i credenziali del dominio? Dell'hosting? Di Google Search Console, Analytics, Business Profile, social, email? Recupera tutto PRIMA di iniziare.

11. Piano di migrazione redirect 301

Foglio Excel con URL vecchio → URL nuovo, riga per riga. Le 404 dopo il lancio sono la causa #1 di calo organico.

12. Test in staging completo

Tutte le pagine, tutti i form, tutte le integrazioni testati su staging con dominio fittizio. Test mobile, test desktop, test su iOS Safari (sempre il più rognoso).

13. Sitemap, robots.txt, schema markup nuovi pronti al go-live

Pronti, non da fare il giorno dopo. La sitemap va inviata a Search Console nelle prime 24h post-lancio.

14. Monitoraggio post-lancio per 60 giorni

Daily check su Search Console per 14 giorni, settimanale per 60 giorni. Qualsiasi calo > 10% richiede analisi immediata. È normale un calo iniziale del 5-15% che recupera in 4-8 settimane.

Gli errori più devastanti che vediamo

  • Cambio struttura URL senza redirect 301: -30/60% traffico organico in 3 settimane.
  • Eliminazione di pagine con backlink di valore: perdita autorità non recuperabile.
  • Lancio in produzione direttamente senza staging: bug visti dai clienti, brand danneggiato.
  • Nuovo sito senza schema markup: perdita posizionamento nei rich results.
  • Dimenticarsi di disconnettere il vecchio Google Tag Manager: dati doppi o persi.
  • Disconnessione Google Business Profile: rovinosa per la SEO locale.

Quando affidarsi a un professionista vale 10x

Un'agenzia seria fa questa checklist in 2-3 giorni e ti consegna un piano di migrazione. Costa 1.500-3.000 € extra. È l'investimento più redditizio del progetto: ti evita perdite che possono valere 10-50.000 € di traffico organico l'anno.

Se stai per rifare il sito da solo o con un'agenzia che 'tanto a noi non serve la migrazione', fermati. È quello il momento in cui rovini gli ultimi 5 anni di lavoro.

Hai un progetto in mente?

Parliamone trenta minuti. Senza preventivi al buio.

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