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Business 9 min lettura

Quanto costa un sito web nel 2026 (prezzi reali, senza marketing)

Il 90% degli articoli sul costo di un sito è scritto per farti chiamare l'agenzia. Questo no. Spieghiamo come si compone davvero il prezzo, dove va il budget e quali sono le tariffe oneste nel 2026.

Le fasce di prezzo reali nel 2026

Nessun preventivo serio nasce da un listino. Però se stai facendo budget per la prossima campagna o presentando il piano al socio, ti serve un range realistico. Questi sono i numeri che vediamo nel mercato italiano nel 2026, da Milano a Bari, agenzie strutturate escluse (lì raddoppia tutto).

  • Landing page singola, ben fatta: 1.800 – 4.000 €
  • Sito vetrina per professionista o piccola attività (5-8 pagine): 3.500 – 7.000 €
  • Sito aziendale PMI con sezioni servizi, blog, SEO base (10-25 pagine): 6.000 – 15.000 €
  • E-commerce di partenza (50-200 prodotti, Shopify o headless): 8.000 – 20.000 €
  • E-commerce custom o B2B con configuratore: 20.000 – 60.000 €

Sotto questi numeri trovi due cose: template assemblati in fretta (legittimo se sai cosa stai comprando) o agenzie che recuperano il margine altrove, in canoni mensili gonfiati o licenze non tue.

Dove va davvero il budget

Spoiler: quasi mai nel codice. Su un progetto da 8.000 € la distribuzione tipica che vediamo è questa:

  • Strategia, copywriting e architettura informativa: 25-35%
  • Design (UI, prototipi, sistema di componenti): 20-30%
  • Sviluppo e integrazioni: 25-35%
  • SEO tecnica, performance, accessibilità: 5-10%
  • Gestione progetto, revisioni, lancio: 10-15%

Quando un cliente ci chiede 'perché costa così?' di solito la risposta è qui: il 60-70% del lavoro è pensare bene, non scrivere codice. È anche il motivo per cui il sito che ti hanno fatto a 1.500 € non porta clienti: hanno saltato la prima metà.

Cosa fa salire il prezzo (e quando ne vale la pena)

1. Contenuti scritti da loro, non da te

Scrivere 8-12 pagine di copy SEO-oriented richiede 30-60 ore. Se l'agenzia lo fa, conta 1.500-3.000 € extra. Vale la pena se sei un tecnico che odia scrivere. Non vale la pena se hai già un buon copywriter o vuoi mantenere voce molto personale.

2. Multilingua

Aggiungere una lingua aumenta il prezzo del 30-50%, non del 100%. La struttura è uguale, raddoppia solo design (poco), contenuti (molto) e SEO (molto). Conviene se hai già export reale o turisti documentati.

3. Integrazioni custom

Gestionale, CRM, ERP, API custom: ogni integrazione 'seria' parte da 800 €. Spesso il problema non è il costo ma la documentazione del software interno: chiedi sempre l'analisi prima di firmare.

4. Performance e Core Web Vitals certificati

Portare le pagine chiave a Core Web Vitals solidi, anche con immagini importanti, richiede lavoro dedicato su asset, font, script e caching. Per un e-commerce o un sito che vive di SEO è spesso uno degli investimenti più misurabili.

Cosa NON dovrebbe costare extra (e spesso te lo fanno pagare)

  • SSL e HTTPS: nel 2026 è gratis con qualsiasi hosting decente.
  • Sitemap e robots.txt: 10 minuti di lavoro, inclusi.
  • Schema markup base (Organization, LocalBusiness): incluso.
  • Backup automatici: dovrebbero essere standard nell'hosting.
  • Responsive mobile: non è un extra dal 2015.
  • Pagina GDPR / cookie banner base: incluso, salvo configurazioni avanzate.

Se li vedi a voce nel preventivo come 'optional a pagamento', non è truffa, ma è un segnale che l'agenzia gioca su attese al ribasso. Chiedi un preventivo all-inclusive e confronta.

I canoni mensili: quando ha senso, quando è una trappola

Il modello 'sito a 99 €/mese per 36 mesi' è popolarissimo. Fai i conti: sono 3.564 € + il sito non è tuo, non puoi migrarlo, e dopo 3 anni continui a pagare. Per una PMI che vuole un asset proprio è quasi sempre una pessima scelta.

Hanno senso invece canoni di gestione separati dal sito: 80-300 €/mese per manutenzione, sicurezza, piccoli aggiornamenti, SEO continua. Il sito è tuo, il canone è opzionale, la chiarezza è massima.

Come capire se un preventivo è onesto in 5 minuti

  1. C'è una proposta di obiettivi misurabili, non solo deliverable? (es. 'aumentare richieste preventivo del 30% in 6 mesi')
  2. I costi sono divisi per voce (strategia, design, sviluppo, SEO, gestione)?
  3. È chiaro chi possiede dominio, hosting, codice e contenuti dopo il lancio?
  4. C'è un piano di lancio + cosa succede dopo (analytics, ottimizzazione)?
  5. Le tempistiche sono realistiche? (un sito vetrina serio non si fa in 7 giorni, salvo template)

Se rispondono sì a tutti e 5 il preventivo è probabilmente onesto, anche se costa di più di un altro. Se la differenza tra due preventivi è grande, di solito è perché uno include cose che l'altro fa pagare dopo.

In sintesi

Per una PMI italiana che vuole un sito che lavori davvero, il budget realistico nel 2026 è 6.000-12.000 € per un sito aziendale completo, con SEO e GEO integrate dal primo giorno. Sotto i 4.000 € puoi avere risultati ma su scope ridotto (landing, micro-vetrina). Sopra i 15.000 € sei nel territorio aziendale strutturato o e-commerce, e i criteri di valutazione cambiano.

La domanda giusta non è solo 'quanto costa', è 'cosa deve generare nei prossimi 12 mesi'. Se un sito da 8.000 € porta anche pochi clienti aggiuntivi ad alto valore, il ritorno può superare ampiamente l'investimento iniziale.

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